Il dolce non è mai così dolce se non hai mai provato l'amaro |
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| a te che lotti sempre contro il muro e quando la tua mente prende il volo ti accorgi che sei rimasto solo | |
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Puppa
il mio tuo suo nostro vostro loro mp3un altro che non si è fatto i cazzi suoiSUPERMARIO UNO DI NOIenotria BRUTIA ausonia ITALIA bere1. leggere
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il 2007un fottuto anno di merda
21 Settembre 2007
leggete.Re. Chi sei tu, quando nascesti e di che parte sei?
Bertoldo. Io son uomo, nacqui quando mia madre mi fece e il mio paese è in questo mondo. Re. Chi sono gli ascendenti e descendenti tuoi? Bertoldo. I fagiuoli, i quali bollendo al fuoco vanno ascendendo e descendendo su e giù per la pignatta. Re. Hai tu padre, madre, fratelli e sorelle? Bertoldo. Ho padre, madre, fratelli e sorelle, ma sono tutti morti. Re. Come gli hai tu, se sono tutti morti? Bertoldo. Quando mi partii da casa io gli lasciai che tutti dormivano e per questo io dico a te che tutti sono morti; perché, da uno che dorme ad uno che sia morto io faccio poca differenza, essendo che il sonno si chiama fratello della morte. Re. Qual è la più veloce cosa che sia? Bertoldo. Il pensiero. Re. Qual è il miglior vino che sia? Bertoldo. Quello che si beve a casa d'altri. Re. Qual è quel mare che non s'empie mai? Bertoldo. L'ingordigia dell'uomo avaro. Re. Qual è la più brutta cosa che sia in un giovane? Bertoldo. La disubbidienza. Re. Qual è la più brutta cosa che sia in un vecchio? Bertoldo. La lascivia. Re. Qual è la più brutta cosa che sia in un mercante? Bertoldo. La bugia. Re. Qual è quella gatta che dinanzi ti lecca e di dietro ti sgraffa? Bertoldo. La puttana. Re. Qual è il più gran fuoco che sia in casa? Bertoldo. La mala lingua del servitore. Re. Qual è il più gran pazzo che sia? Bertoldo. Colui che si tiene il più savio. Re. Quali sono le infermità incurabili? Bertoldo. La pazzia, il cancaro e i debiti. Re. Qual è quel figlio ch'abbrugia la lingua a sua madre? Bertoldo. Lo stuppino della lucerna. Re. Come faresti a portarmi dell'acqua in un crivello e non la spandere? Bertoldo. Aspettarei il tempo del ghiaccio, e poi te la porterei. Re. Quali sono quelle cose che l'uomo le cerca e non le vorria trovare? Bertoldo. I pedocchi nella camicia, i calcagni rotti e il necessario brutto. Re. Come faresti a pigliar un lepre senza cane? Bertoldo. Aspettarei che fosse cotto e poi lo pigliarei. Re. Tu hai un buon cervello, s'ei si vedesse. Bertoldo. E tu saresti un bell'umore, se non rangiasti. Re. Orsù, addimandami ciò che vuoi, ch'io son qui pronto per darti tutto quello che tu mi chiederai. Bertoldo. Chi non ha del suo non può darne ad altri. Re. Perché non ti poss'io dare tutto quello che tu brami? Bertoldo. Io vado cercando felicità, e tu non l'hai; e però non puoi darla a me. Re. Non son io dunque felice, sedendo sopra questo alto seggio, come io faccio? Bertoldo. Colui che più in alto siede, sta più in pericolo di cadere al basso e precipitarsi. Re. Mira quanti signori e baroni mi stanno attorno per ubidirmi e onorarmi. Bertoldo. Anco i formiconi stanno attorno al sorbo e gli rodono la scorza. Re. Io splendo in questa corte come propriamente splende il sole fra le minute stelle. Bertoldo. Tu dici la verità, ma io ne veggio molte oscurate dall'adulazione. Re. Orsù, vuoi tu diventare uomo di corte? Bertoldo. Non deve cercar di legarsi colui che si trova in libertà. Re. Chi t'ha mosso dunque a venir qua? Bertoldo. Il creder io che un re fosse più grande di statura degli altri uomini dieci o dodeci piedi, e che esso avanzasse sopra tutti come avanzano i campanili sopra tutte le case; ma io veggio che tu sei un uomo ordinario come gli altri, se ben sei re. Re. Son ordinario di statura sì, ma di potenza e di ricchezza avanzo sopra gli altri, non solo dieci piedi ma cento e mille braccia. Ma chi t'induce a fare questi ragionamenti? Bertoldo. L'asino del tuo fattore. Re. Che cosa ha da fare l'asino del mio fattore con la grandezza della mia corte? Bertoldo. Prima che fosti tu, né manco la tua corte, l'asino aveva raggiato quattro mill'anni innanzi. Re. Ah, ah, ah! Oh sì che questa è da ridere. Bertoldo. Le risa abbondano sempre nella bocca de' pazzi. Re. Tu sei un malizioso villano. Bertoldo. La mia natura dà così. Re. Orsù, io ti comando che or ora tu ti debbi partire dalla presenza mia, se non io ti farò cacciare via con tuo danno e vergogna. Bertoldo. Io anderò, ma avvertisci che le mosche hanno questa natura, che se bene sono cacciate via, ritornano ancora: però se tu mi farai cacciar via, io tornerò di nuovo ad insidiarti. Re. Or va'; e se non torni a me come fanno le mosche, io ti farò battere via il capo. da "Le sottilissime astutie di Bertoldo" G.C. Croce 12 Agosto 2007
invidia o protezionismo? ma fai schifo cazzo!!!!
cosa fa schifo? e soprattutto se ti faccio schifo che cazzo mi guardi me l'ha consigliato una mia amica che ti segue molto...credo tu le piaccia ma quelle foto sul cesso no dai! se ti fan schifo devi guardare te non me... il bigottismo fa molto più schifo dell'ironia e del sarcasmo santo cielo, un uomo aberrante sopra un cesso non ha nulla di sarcastico, piuttosto mi domando come una persona normale possa esser così oscena svestitaa senti 00ekaf00 io non ti conosco e non ti giudico, mi solo domando che cazzo vuole un uomo da me, soprattutto perchè mi giudica fisicamente....vorrei vedere te. ah se scopo come scopo mi sa che non faccio poi tanto schifo. se devi sparare altre stronzate fallo altrove, coglione secondo me già il solo vantarti di come scopoi sta a giustificare la tua mancanza di carne da fottere cosa porta questo elemeto a rompere i coglioni, e soprattutto a pensare al mio cazzo? invidia? protezione verso questa sua ipotetica amica? bigottismo? ideologia politica chiusa? se qualcuno lo sa risponda. ps: se davvero esiste questa amica, e pregata di farsi sentire, vorrei tanto sapere cosa vogliono lei e lui da me. le frasi scritte in rosso appartengono a il ragazzo che si scandalizza, quelle in verde sono scritte da me. hermes ricevuto una mezz'oretta fa 01 Agosto 2007
MASTURBARSIEccomi, come sempre ritorno e ritorno con il mio solito titolo riassuntivo facile da imparare e facile da capire, e non manca nemmeno il sottotitolo che scpiega il titolo....
Ora di cosa vi voglio? Voglio parlare della propensione che noi ragazzi di oggi abbiamo nel farci i cosidetti:"segoni mentali o pippe", insomma quei viaggetti tra fantasia, realtà e paura. Le pippe mentali, sono di diversi tipi. Le pippe mentali "tipo" sono quelle che si fa una moglie quando il marito è a lavoro e poi, al rientro a casa, il suddetto si ad avere un interrogatorio di terzo grado manco fosse la cia a Guantanamo.(non c'è bisogno che descrivo i dialoghi, oramai sono consuetudini di uso comune). Altra categoria di pippa mentale è quella che si fa il giovane innamorato ( ma spesso e volentieri la donna amata non conosce nemmeno l'esistenza del "moroso"), in cui il ragazzo si vede con le, mano nella mano passeggiando nel centro della città, oppure seduti sul prato di un parco comunale a pomiciare o meglio ancora in una notte di sesso (in questa situazione ci scappa il segone materiale, ben diverso da quello mentale:P). il problema sorge quando il ragazzo si ritrova ad affrontare la cruda ed ostile realtà....... poi c'è un'altra categoria di pippe, sono quelle pippe che invece di farci sognare o dubitare ci inducono a riflettere, e riflettendo si entra in un tunnel infinito, dove da una cazzata ne esce fuori un'altra, e cosi fin quando qualcuno non ti ferma, e se ti ferma la persona giusta/sbagliata speri che finisca proprio come avevi immaginato. purtroppo nemmeno io so che nesso ha questo post. So soltando che ho voglia di qualcosa che iniza con la lettera P e termina con la lettera A, e sono sicuro che nessuno riuscirà ad indovinare
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